Bergamo Alta a piedi, un itinerario che non scorderete…

“Bergamo, città bellissima!” Così scriveva un viaggiatore veneziano del ‘600 che attraversò le terre lombarde.

Probabilmente era già rientrato a Venezia quando lasciò queste note, e aveva ancora negli occhi, oltre che nel cuore, l’immagine della città, alta sul colle, vista dalla pianura mentre si avvicinava distinguendo a poco a poco i particolari del suo mirabile profilo, tra torri e campanili. E’ la stessa immagine che accoglie oggi il turista, anche se ha meno possibilità del viaggiatore di un tempo di sostare per ammirare le vedute, spesso disturbate da nuovi edifici.
Ma l’incontro con la città sul colle è ancora quello di quattro secoli fa quando si supera la principale porta nelle mura, dedicata a Sant’Agostino.
Ecco, al di là del passaggio, la monumentale fontana di candido marmo e di arenaria grigia con al centro il getto d’acqua fresca di una sorgente. Rappresentava per lo stanco viaggiatore la ricchezza e l’abbondanza della città.

Un’altra fontana oggi richiama l’attenzione del visitatore. E’ quella di piazza Vecchia, autentico perno visivo che esalta le proporzioni della piazza, considerata una delle più belle nei territori sui quali Venezia estese il proprio dominio. Anzi, c’è chi afferma che il luogo sembra una scena teatrale, tanto è perfetto l’equilibrio tra il vuoto della piazza, unificato dalla pavimentazione a grandi quadrati, e l’allineamento degli edifici, sormontati dalla mole della torre civica, o Campanone.
Quasi un gigantesco punto esclamativo di pietra, verso il quale convergono le linee di questo spazio misurato. Per ammirarlo, occorre collocarsi sul lato opposto della piazza e da lì lasciare che lo sguardo vaghi libero, per essere alla fine attirato dalla sommità della torre, momento culminante di questa mirabile architettura.

E non sembra, osservando nel chiaroscuro della loggia sotto il palazzo della Ragione, di vedersi muovere le maschere della Commedia dell’Arte? Dell’immortale Arlecchino e del suo compagno di avventure Brighella, che un’antica tradizione vuole siano nati nella bergamasca?Un palcoscenico dove storia e leggenda, grandi personaggi e artisti, si muovono e fanno parlare di sé.

Ma si può anche cambiare il nostro punto di vista e raggiungere, con un rapido e modernissimo ascensore, la cima della torre del Campanone. Per spaziare, con una vista a 360 gradi, sullo splendido panorama sui tetti della città, sulla pianura, sulla catena delle Alpi Orobiche, annunciata da una sequenza di verdissime colline.

E, sempre da lassù, immaginare ideali percorsi attraverso Bergamo, per scoprirla e fare tesoro della sua bellezza.